LA  SANITA’  PREDA  DEL  MERCATO

Informazione scientifica e pressioni commerciali

 ISF ovvero Informatore Scientifico del Farmaco: nobile professione di informazione scientifica sui farmaci ad uso umano che, in bilico tra utilità sociale ed utile di impresa , porta a conoscenza degli operatori sanitari le caratteristiche terapeutiche e tossicologiche dei farmaci di cui l’impresa è titolare di AIC. Non scriviamo certo una novità, ma ci chiediamo quanti ISF si riconoscono in questo disposto legislativo, rispetto alle disposizioni di lavoro ricevute, per contro , dalle loro rispettive aziende. E infatti tra il dire ed il fare c’è di mezzo….l’oceano. Oggi il concetto di equilibrio tra utile di impresa ed utilità sociale si è pesantemente spostato verso l’utile di impresa, a scapito non solo dell’utilità sociale, ma anche delle casse dello Stato, dove il depauperamento delle risorse nel settore sanitario sembra inarrestabile. Le pressioni promozionali e commerciali delle aziende nei confronti della classe medica sono sempre più pesanti ed evidenti a cui si aggiunge l’arroganza di farmindustria che non avrebbe  eguali in altri settori industriali. Infatti  da un lato invocherebbe la necessità di agire con le regole del libero mercato ( ovvero l’assenza di regole ! ) e dall’altro non vorrebbe rinunciare ai privilegi ed alle protezioni riconosciute all’industria del farmaco. L’equivocità di tale comportamento, che purtroppo sfugge a molti, genera distorsioni notevoli sull’applicazione delle norme che regolano l’attività di informazione scientifica sui farmaci ad uso umano. E proprio sulle distorsioni dell’applicazione della legge vogliamo puntare l’indice e portare le nostre considerazioni all’attenzione dei nostri iscritti. Un pratico esempio è la esagerata frequenza delle visite che gli ISF sono obbligati ad effettuare, per conto delle aziende, presso gli operatori sanitari.

A tale riguardo il Ministero della Salute si è più volte espresso comunicando il suo autorevole ed inascoltato parere.

Infatti con la nota N° 800/I.S./145 del 18.3.1989 ha così disposto “ deve ritenersi incompatibile con la disciplina vigente una eccessiva frequenza di visite, che non arrecherebbe una sostanziale utilità sul piano dell’apporto informativo, mentre potrebbe favorire non leciti intenti propagandistici. In linea di principio, le visite ai medici da parte dell’informatore scientifico non dovrebbero superare il numero di quattro l’anno per ogni sanitario”.

E, successivamente, con la nota N° 800/I.S./3573 del 19.10.2002 ha ribadito che “ ha più volte richiamato l’attenzione delle aziende farmaceutiche sull’eccessiva frequenza delle visite ai medici da parte dell’ISF, visite che non arrecano una sostanziale utilità sul piano dell’apporto informativo, mentre favoriscono intenti propagandistici non ammissibili.”  

Come è noto a tutti, la realtà è molto lontana da quanto il Ministero della Salute dispone. Infatti agli ISF viene chiesto di effettuare quattro visite non in un anno, bensì in due mesi.  L’eccessiva frequenza visite, “inventata” alcuni anni or sono da talune aziende e non bloccata a suo tempo, ha fatto sì che altre e numerose aziende si adeguassero a questa metodica di “informazione urlata” presso i medici, come se i farmaci fossero pentole. E’ fin troppo evidente che l’eccessiva frequenza di visite non arreca, così come segnalato dal Ministero, nessuna sostanziale utilità dell’apporto informativo, ma è un continuo ed insopportabile urlo ripetitivo del nome commerciale del medicinale con evidenti ed unici intenti propagandistici. Il disposto delle norme afferma che tali intenti non sono ammissibili o leciti. E allora ci chiediamo: visto che le aziende hanno l’obbligo di comunicare al Ministero il numero delle visite effettuate presso gli operatori sanitari e, quindi, lo stesso Ministero sarebbe a conoscenza dell’enorme numero di visite effettuate per fini commerciali  perché non interviene in maniera pesante? Perché non blocca queste evidenti anomalie? O dobbiamo pensare che, proprio come nella giungla, ognuno deve arrangiarsi da solo? I medici, d’altro canto lo stanno già facendo; infatti gli argini che via via stanno erigendo per difendersi dagli assalti degli isf non si possono più nascondere: appuntamenti dilazionati a due o tre mesi, un solo ISF per azienda, divieto per lo stesso ISF di  parlare o “ricordare” farmaci di altre linee, annullamento della precedenza sui pazienti per accedere in ambulatorio, eccetera.  Ma  gli ISF quando decideranno di unirsi per difendere i loro diritti e per chiedere il rispetto della legge?  Riteniamo che sia giunto il momento in cui ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi siamo pronti ! 

Carmelo Carnovale

Segretario Generale SLF