NEWS

|
Cosa sta succedendo nel comparto Chimico-farmaceutico? |
|
Cosa sta succedendo nel comparto Chimico-farmaceutico? Anche il prossimo rinnovo contrattuale lascerà a bocca asciutta gli Informatori Scientifici? Filcem, Femca, Uilcem, in una lettera del 12.4.06 alle strutture territoriali (fra l’altro generica e fumosa su molti aspetti) hanno chiesto di aprire una fase di confronto tra i lavoratori, per ottenere il mandato a concludere la trattativa per il rinnovo contrattuale. Quali sono le straordinarie conquiste di questo nuovo rinnovo contrattuale? Su cosa si chiede il mandato a chiudere? Quali le novità per gli Informatori Scientifici? Fra le varie ipotesi confindustriali messe all’ordine del giorno per i lavoratori della Chimica e della Farmaceutica abbiamo: 1. la richiesta delle aziende di deroghe al CCNL da applicare a livello aziendale sia per la parte normativa che per la parte economica; 2. l’introduzione di linee guida per i comportamenti da adottare in caso di fermata degli impianti per uno sciopero; 3. un aumento sui minimi tabellari intorno ai 95 euro in tre successive scadenze. In pratica, a fronte di un incremento retributivo che rasenta il ridicolo, visto che è palesemente non in linea con il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, salterebbero due pilastri del diritto sindacale: a) l’universalità e la non derogabilità del Contratto Nazionale; b) il diritto di sciopero. Complimenti! Soprattutto per la faccia tosta! SLF-Cobas esprime il suo sdegno per questa tentata svendita dei diritti dei lavoratori che si va palesando nella tornata contrattuale prossima ventura e invita tutti i delegati, che realmente rappresentano i diritti e gli interessi dei lavoratori (e non quelli delle strutture sindacali), a protestare e a farsi sentire, giacché il tentativo di colpo di mano è evidente e la deriva padronale ancor di più! E per gli Informatori Scientifici? Peggio che andar di notte! Ovvero, svendita non per saldi, ma addirittura sottocosto! Anche questa volta CGIL-CISL-UIL hanno adoperato la solita tattica: fingere di accogliere e condividere le rivendicazioni degli ISF; portarle avanti in maniera molto rumorosa ma anche molto inefficace, abbandonarle nella fase di chiusura “perché c’è fretta di chiudere per non penalizzare altre categorie più svantaggiate”. Anche questa volta il solito meschino ricatto morale di CGIL-CISL-UIL del “corporativismo” degli ISF sembra andare a segno. Sempre lo stesso il disegno: chiedere un “sacrificio” agli ISF a favore di categorie più svantaggiate e se ci si lamenta si è corporativi. A questa squallida manfrina (ormai abituale) vanno ribadite con forza due cose. In primo luogo, se le richieste di una categoria vengono sempre costantemente ignorate e i lavoratori che ne fanno parte si lamentano, non è giusto dire che i lavoratori sono corporativi. Essi sono semplicemente degli esclusi che si ribellano, sono lavoratori che danno solidarietà e considerazione a tutti gli altri, ma non ne ricevono alcuna dalle segreterie confederali. Sono lavoratori non rappresentati! SLF-Cobas sa benissimo che ci sono categorie di lavoratori più svantaggiate di altre. A questi lavoratori va tutta la nostra totale solidarietà! Ma attenzione: noi non ci stiamo a diventare la merce da barattare nei rinnovi contrattuali per accordi poco limpidi! In secondo luogo, va sottolineato con chiarezza che gli Informatori non hanno mai fatto richieste differenziali sul piano economico e trattamenti di miglior favore in genere, giacché questo sarebbe corporativismo. Le attese degli ISF sono “a costo zero”! Esse riguardano solo ed esclusivamente la piena definizione nel contratto del profilo che le leggi italiane, e ancor di più le direttive europee, hanno assegnato all’informazione scientifica sui farmaci ad uso umano. Le richieste degli ISF riguardano quello che anche una società civile degna di questo nome vuole: un’informazione scientifica pulita, svincolata dalle vendite e da quelle pressioni delle direzioni commerciali che troppo spesso hanno portato il settore farmaceutico alla ribalta negli ultimi anni. Altro che “corporativismo”! Noi chiediamo trasparenza, pulizia e una farmaceutica al servizio dei cittadini e della loro salute! E non ci pare troppo visto che la farmaceutica (in larga parte) e l’informazione scientifica sono finanziate dallo stato, ovvero dai contribuenti. Si vede che i continui scandali del mondo della salute hanno aperto gli occhi a numerose Procure della Repubblica, alla pubblica opinione e agli ammalati, agli operatori sanitari, agli stessi informatori scientifici, ma proprio non riescono a farli aprire né all’industria né a CGIL-CISL-UIL, ai quali evidentemente va bene lasciare qua e là “spazi di elusione” e “buchi neri contrattuali” nei quali trovano poi spazio quei comportamenti oggetto di indagine e di rinvii a giudizio che mettono in pericolo il posto di lavoro di quanti operano nel settore a causa della superficialità e del colposo silenzio di quanti potevano intervenire e non lo hanno fatto. SLF dice no a questa piattaforma dei Chimici e auspica una democratica e partecipata protesta degli ISF presso le strutture confederali per dar finalmente luogo ad una fase di confronto con Federchimica realmente produttiva e non consociativa e al ribasso come l’attuale!
Dr. Angelo Vitale SLF-Confederazione Cobas |