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Prot. N° CS/59Roma, 03 agosto 2003 MARKETING, TRUFFE ED IL CORAGGIO DEI CONTROLLI A seguito della prosecuzione delle inchieste sulle truffe nel settore farmaceutico in provincia di Bari, che ha portato la magistratura inquirente ad emanare una ulteriore raffica di provvedimenti giudiziari, notiamo che in questa tornata oltre a medici, farmacisti ed informatori scientifici, secondo notizie apprese dagli organi di stampa, sarebbero indagati anche numerosi area manager e, quindi, le loro aziende, giacché questi sono i preposti delle aziende medesime sul territorio. La notizia che un’azienda avrebbe addirittura licenziato due ISF implicati nella triste vicenda ci sconcerta, ma non cambia certamente quello che le associazioni, sindacali e non, degli informatori scientifici da anni sostengono e cioè che i primi a pagare, laddove venissero evidenziate irregolarità, sono sempre gli ISF. E le anomalie, purtroppo, cominciano già al momento dell’assunzione. Infatti, nonostante precise norme di legge che prevedono per gli ISF il ricorso solamente al contratto di lavoro a tempo indeterminato e nonostante i chiarimenti forniti in materia dal Ministero della Salute, le aziende assumono, con percentuali sempre crescenti, con contratti di lavoro atipici ( interinale, co.co.co., formazione-lavoro, a termine, plurimandatari, agenzia,) rendendo quindi il lavoro di informatore scientifico ancora più precario. Vi sarebbero poi intere linee costituite da ISF assunti con contratti atipici. L’Italia è considerata ormai una colonia delle multinazionali del farmaco, che nel nostro Paese non hanno più centri di ricerca o produttivi, ovvero ne hanno solo una parvenza. Gli ultimi centri di ricerca esistenti sono in lista di chiusura. L’obiettivo risulta quindi essere solo l’assalto al SSN attraverso una esclusiva politica di marketing, anteponendolo sempre e comunque all’informazione scientifica. L’enorme numero dei preposti sguinzagliati su tutto il territorio nazionale, che non si occupano di informazione scientifica, ma di rendere operativa una asfissiante politica del marketing, è un dato di fatto. Il marketing esagerato incide solamente sui consumi, sottrae risorse al SSN e non aggiunge nulla in termini di miglioramento della salute dei cittadini. Ma il farmaco non è un comune bene di consumo la cui diffusione può essere dilatata fino ai limiti di saturazione del mercato. E’ un prodotto insieme utile e pericoloso il cui acquisto non è regolato dal principio del piacere, ma da quello dell’utilità. E mentre in altri settori industriali l’azione del marketing non è sottoposta a restrizioni, nel settore farmaceutico ci sono limiti e divieti imposti dalla legge, che verrebbe quotidianamente violata per produrre illeciti arricchimenti. Tutte le iniziative delle aziende sarebbero finalizzate al marketing, basta guardare il numero dei dipendenti nei diversi settori aziendali: nel marketing c’è un numero enorme di dipendenti,(organici gonfiati con gli ISF speculari ) mentre nell’area medica e di ricerca vi è un continuo depauperamento di risorse umane e finanziarie. Oggetto di tutte le “iniziative” del marketing è il medico. Di quali “iniziative” stiamo parlando? Parliamo di quanto diffuso dagli organi di stampa: 1. viaggi per visite a stabilimenti aziendali ( quante sono le aziende che hanno stabilimenti in Italia? ) effettuate nei week-end e cioè quando gli stabilimenti sono chiusi. Sarebbero viaggi di piacere con cene lussuose e serata nei locali alla moda; 2. “libri”, che libri non sono e che, attraverso di essi si farebbe passare di tutto, dall’elettronica di consumo agli elettrodomestici; 3. incontri di gruppo ( cosiddetti mini meeting ) effettuati nei ristoranti-alberghi dove, di fatto, si andrebbe solo a cenare ed una parte del costo della cena sarebbe indicato in fattura come costo di sala riunioni ed affitto audiovisivi mai utilizzati; 4. corsi ECM finalizzati solo alla promozione del farmaco; 5. cene mai effettuate che, attraverso ricevute fiscali/fatture di ristoranti compiacenti, servirebbero per creare il “nero” da spendere senza lasciare traccia; 6. ….e quant’altro ancora…. I proclami dei Soloni, che con malcelato perbenismo annunciano provvedimenti disciplinari nei confronti dei loro iscritti implicati in simili vicende -come se le notizie pubblicate dalla stampa fossero solo invenzioni del momento- ci fanno capire che si continua a giocare sugli equivoci. Come se non si sapesse dell’esistenza del connubio di interessi economici tra chi produce e chi prescrive il farmaco. Il Decreto antitruffa del Ministero della Salute è stato fatto fallire miseramente: troppo grossi gli interessi coinvolti. Il Manifesto Etico (semplice enunciazione di principi che voleva intervenire e risolvere là dove nemmeno la legge era riuscita a bloccare le irregolarità ! ), firmato dal Ministero della Salute, da Farmindustria e da altri attori (non dagli ISF!) è servito a qualcosa? A nulla, se è vero come è vero che numerose aziende aderenti a Farmindustria sono implicate nello scandalo di Bari. I risultati di queste indagini e di quelle finora portate a conoscenza dell’opinione pubblica evidenziano in modo inoppugnabile che, qualora venissero effettuati controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale, verrebbe fuori l’amara verità, che tutti conosciamo, ma che, purtroppo, chi ha il potere di decidere continua a far finta di non sapere. Le deviazioni dai disposti legislativi si fanno sempre più frequenti e sono sempre più evidenti. L’ISF, di fronte alla minaccia di licenziamento per l’indisponibilità ad attuare illecite disposizioni verbali, potrebbe paradossalmente essere disposto a rischiare i rigori della legge, piuttosto che perdere il posto di lavoro. S.L.F.-cobas pertanto invita gli ISF a meditare attentamente sulle disposizioni di lavoro ricevute e non sempre chiare ed, ovviamente, a rifiutare e denunciare quelle illegittime. chiede altresì agli organi istituzionali l’approvazione, ormai ineludibile, del ddl che istituisce l’albo professionale degli ISF ed il recepimento delle proposte di modifica del D.Lgs. 541/92 elaborate dalle OOSS e dall’AIISF. S.L.F.-cobas comunica, infine, a tutti gli ISF ed AM che è pronto ad assistere coloro i quali dovessero avere bisogno di supporto sindacale, mettendo a loro disposizione le strutture sindacali di cui dispone.
S.L.F.-cobas Segreteria Nazionale |