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Prot. N° CS/45Data, 03 maggio 2003 COMUNICATO STAMPA Il “Manifesto sui principi etici dell’informazione scientifica sui farmaci”, sottoscritto in data 30 aprile 2003, da numerosi attori è falso e farsesco. E’ falso perché : 1. Stabilisce come deve essere svolta l’attività degli ISF, riportando posizioni assertive degli informatori - “gli ISF sono consci”- “rifiutano i condizionamenti” - “rifiutano, altresì contestualmente alle Aziende (enorme bugia – non è mai avvenuto un confronto con l’industria su questi temi – non ci risulta che dalla sottoscrizione dell’ultimo CCNL l’industria abbia mai dato disponibilità ad effettuare gli incontri previsti dall’Osservatorio e quindi questa posizione contestuale non crediamo sia stata mai prodotta) di utilizzare risorse per fini non connessi” , - senza che siano stati quantomeno sentiti i sindacati e l’associazione culturale di categoria; 2. Gli “attori” che hanno sottoscritto il documento lo avrebbero fatto, evidentemente, in nome e per conto degli ISF, senza averne ricevuto mandato. E’ farsesco perché: 1. Pretende di risolvere con una enunciazione di principio, “un Manifesto” , quello che il Ministero della Salute e gli organi istituzionali di controllo non sono riusciti , non a risolvere, ma nemmeno solo ad arginare con leggi dello Stato che prevedono sanzioni amministrative e penali. Il Decreto Anti-Truffe è finito ingloriosamente perché gli interessi coinvolti ( privati ) erano più forti degli interessi che si volevano apparentemente tutelare ( salute dei cittadini ); 2. Accredita un codice deontologico disatteso ancor più che applicato; 3. Non garantisce alcunché e non impegna nessuno. Non basta condividere le necessità di altri se poi si agisce solo per il raggiungimento di sfrenati obiettivi commerciali su direttive esclusive delle direzioni commerciali; 4. L’impegno viene assunto da distributori intermedi , dai farmacisti al pubblico ( che con l’informazione scientifica sui farmaci poco, anzi, nulla hanno a che vedere ) e si accordano, tra di loro, senza sentire : o gli Informatori Scientifici che svolgono professionalmente, univocamente e a tempo pieno tale attività, o il sindacato dei farmacisti ospedalieri (sinafo), o la nuova associazione delle industrie che producono farmaci generici (federgenerici). 5. Esprime, per un evidente pessimo uso della lingua italiana, in modo poco comprensibile, comunque equivoco, la indisponibilità ( o la disponibilità?) degli ISF ad utilizzare risorse ( gli ISF contestano il ricorso agli “investimenti” aziendali e non sono certo loro a stabilirli) per l’educazione continua del medico. Il Sindacato dei Lavoratori dell’Industria Farmaceutica-Cobas (S.L.F-Cobas) ritiene il “Manifesto sui principi etici dell’informazione scientifica sui farmaci” l’ennesimo furbesco tentativo di dare l’impressione di cambiare per non cambiare. Passare dal Decreto Anti-Truffe al “Manifesto”, attribuire ai primi destinatari del documento posizioni mai pensate ed ancor meno espresse, descrive ampiamente l’idea dell’eticità che il documento in realtà intende promuovere. S.L.F. - Cobas Segreteria Nazionale |